martedì 18 febbraio 2014

Un viaggio, un sogno - La Digue Island - (parte 2)

Ciao a tutti, eccoci alla seconda puntata del nostro piccolo vademecum su La Digue.

Se avete perso la prima potete leggerla qui http://myicecreamparlour.blogspot.it/2014/02/un-viaggio-un-sogno-la-digue-island.html

Oggi mettiamo da parte il romanticismo e cominciamo ad organizzare il viaggio...

Quando andare:
Una buona pianificazione del viaggio può rivelarsi fondamentale. Il clima dell'isola, pur mantenendo sempre temperature piacevoli, presenta forti contrasti.
Anse Severe a marzo, acqua cristallina e cielo azzurro.
Per esperienza la stagione migliore è quella della primavera italiana...marzo e aprile mi hanno
regalato giornate splendide,cielo terso,qualche acquazzone sporadico (ma violento!) e temperature attorno ai 30°. La natura in questo periodo dà il meglio di sé...colori sgargianti e frutta tropicale in abbondanza, mare calmo e cristallino. Indubbiamente è il periodo ideale per i reportages fotografici. Buono anche per la pesca.
A detta dei Seychellesi settembre ed ottobre sono mesi ottimali per visitare La Digue, purtroppo non posso darne testimonianza diretta.
Mare mosso e cielo nuvoloso ad Anse Severe, fotografia
 scattata a luglio.
A luglio le giornate sono spesso nuvolose, può esserci vento ed il mare è mosso e torbido. In questo periodo è più frequente il proliferare delle alghe nelle acque adiacenti alle spiagge.

In agosto i prezzi impennano per via dell'alta stagione europea. In realtà questo è uno dei mesi meno adatti per visitare La Digue, così come il periodo di Natale/Capodanno e i mesi di gennaio/febbraio.

Quanto rimanere:
Potessi ci passerei tutta la vita.
L'isola è piccola...le guide dicono che tre/quattro giorni possono bastare per visitarla...io penso che tre/quattro giorni non vi diano nemmeno un assaggio di ciò che è veramente. Ce ne vogliono almeno dieci...ma ci sono rimasta diciotto giorni di fila...e non mi sono bastati....ho fatto pure la follia di scappare sin laggiù per soli sei giorni...e due di volo...meglio di niente...
Per la prima volta però consiglierei sette/dieci giorni, per orientarsi, adattarsi allo stile di vita e vivere davvero l'isola.

Voli:
Al momento non esistono compagnie aeree che operano voli diretti da Milano su Mahè Island.
Le Seychelles sono però raggiungibili con diverse compagnie facendo scalo in una capitale europea o mediorientale.
Emirates vola su Mahè ogni giorno da Milano, le tariffe non sono sempre vantaggiose, ma il livello di comfort degli aeromobili è altissimo anche in economy.
Prima di acquistare il biglietto buttate un occhio anche a Qatar, Ethiad, Ethiopian...talvolta hanno buone offerte se prenotate con anticipo.
Un volo diretto dura circa 9 ore (Air Seychelles volava no-stop prima di essere assorbita da Ethiad), un volo con scalo può impiegarci anche 24 ore...se si hanno pochi giorni è importante valutare con attenzione i tempi morti negli aeroporti.
Un altro elemento da considerare è l'ora di arrivo a Mahè e quella di partenza al rientro.
I collegamenti per e da La Digue sono possibili solo durante il giorno...un arrivo nel tardo pomeriggio o un decollo di prima mattina possono costringervi ad un pernottamento a Mahè (che personalmente cerco di evitare ad ogni costo...).
Piccolo appunto...NON mettete in valigia frutta proveniente dall'Italia..è proibito introdurre fiori, frutta e semi..rischiate che vi facciano aprire il bagaglio e vi sequestrino il frutto (a noi è capitato con cipolle e limoni).

Collegamenti:
A meno che non abbiate un budget abbastanza elevato l'unico modo per arrivare a La Digue è via acqua.
Sull'isola è presente una piazzola per elicotteri, ma il trasferimento da Mahè è abbastanza costoso, soprattutto se si viaggia in coppia (valutabile invece nel caso in cui si viaggi in gruppo..).
I comuni mortali quindi approdano all'isola magica dal mare.
Ma andiamo con ordine...una volta sbarcati a Mahè, magari dopo esservi lasciati alle spalle la nebbia della Pianura Padana, verrete subito colti da una sorta di stordimento sensoriale...vi parrà di esser capitati in una sorta di Paradiso dal clima infernale...ovvero ciò che percepisce il nostro corpo passando dallo zero termico di Malpensa ai 32 gradi umidi del mezzogiorno seychellese.
A questo punto, dopo esservi conquistati il vostro timbro sul passaporto con l'effige quantomai equivoca del Coco de Mèr, siete davanti ad una scelta.

Per arrivare a la Digue dovete passare da Praslin...e a Praslin potete arrivarci per mare, con un catamarano veloce, o per aria, con il volo interno Air Seychelles...sta a voi scegliere...io preferisco l'aereo!

In sintesi..una volta atterrati a Mahè avete due possibilità:
1. Vi spostate al terminal nazionale, appena fuori dagli arrivi, a destra, prendete l'aereo per Praslin. All'aereoporto di Praslin prendete un taxi, vi fate portare al pier per La Digue e prendete il Cat Cocos o una barca privata per La Digue.
2. Uscite dall'aeroporto, andate nel parcheggio (immediatamente davanti a voi), prendete lo shuttle Cat Cocos che vi porta al Pier e vi imbarcate per La Digue.

Consigli:
Prendete il volo se:
-arrivate a Mahè nel pomeriggio...dopo le tre..
La vista sul mare durante il volo interno Mahè-Praslin
-soffrite il mal di mare;
-amate le foto dall'alto.

Non prendete il volo se:
- temete i turboelica da 15 posti;
- vi inquieta la sensazione di vedere pilota e copilota mentre siete in volo;
- i vuoti d'aria non fanno per voi.
La tratta dura 15 minuti, è assolutamente spettacolare e molto spesso più economica del catamarano.
Il posto migliore, a mio parere, è il primo a destra, dietro al pilota..da qui si ha una vista fantastica e si possono allungare le gambe.


Capitolo Cat Coco...
Non prendetelo se:
-avete poco tempo (ci mette più di due ore di sola navigazione..con mare calmo);
-soffrite il mal di mare..l'esperienza insegna!

In qualsiasi modo ci arriviate sappiate che la traversata Praslin-La Digue potrà rivelarsi una delle esperienze più emozionanti della vostra vita.
Il frangiflutti al porto di La Digue
Porto scolpite nel cuore tutte le mie traversate...dalla prima, bagnata fradicia per via delle onde, all'ultima, mentre saltavo come una bambina e il sole mi regalava uno dei più bei tramonti della mia vita.

Ciò che vi aspetta appena dietro il frangiflutti del porto di La Passe è il mondo in cui tutti vorrebbero vivere.
Il paesello tranquillo che si anima all'arrivo del ferry...i bambini -bellissimi- che osservano in sella alle loro biciclette lo sbarco dei turisti...qualche taxi mandato dalle guest-house, il carretto con il bue..i pullmini dei due hotel con i vetri oscurati.

Alloggiare a La Digue
In occasione del primo viaggio a La Digue ho scelto con molta attenzione il mio alloggio. Scartata l'ipotesi dell'hotel abbiamo subito preso in considerazione l'idea di alloggiare in una pension o in un self catering.
Sull'isola sono presenti alcuni alberghi..i più famosi sono il La Digue Island Lodge, Le Domaine de l'Orangeraie, Il Patatran Village e lo Chateaux St. Claud. Si tratta di hotel di medio/alto livello, ma che personalmente non riesco ad apprezzare fino in fondo...troppo finti, troppo artificiali...se poi devo soffermarmi sul Domaine de l'Orangeraie mi arrabbio al solo pensiero della foresta deturpata dalla costruzione della nuova ala del villaggio, del pezzo di mare strappato per costruire
una piscina assolutamente inutile in un luogo dove il mare è cento volte meglio di qualsiasi piscina....il tutto per rinnovare un hotel vecchiotto, ma dal sapore autentico, trasformato in un uno dal fascino vagamente orientale che fa a pugni con lo spirito easy dell'isola...No, mi dispiace, ma a La Digue no, non si può alloggiare in hotel...ci sono le guest house e i self catering...facciamo lavorare l'economia dell'isola...


L'insegna all'ingresso del self catering
Le pension o guesthouse sono null'altro che camere in affitto nelle case seychellesi.
Il self catering invece sono generalmente dei graziosi bungalow equipaggiati con cucina.
Nella scelta dell'alloggio Tripadvisor aiuta sempre...ed anche per me, per il mio primo viaggio a La Digue, le recensioni si sono rivelate utilissime. Fidandoci delle opinioni degli altri viaggiatori e rassicurati dalla gestione italiana della struttura abbiamo prenotato il nostro soggiorno al Self catering Ylang Ylang.

Uno dei quattro bungalows...
questo è il più piccolo.

Come è andata? Beh, se devo dirla tutta...mai scelta si rivelò più azzeccata...
La struttura è davvero molto bella...quattro bungalow di nuova costruzione immersi in un giardino rigoglioso che possono ospitare fino a tre/quattro adulti. La cucina è attrezzata con 
tutto ciò che occorre per cucinare, il bagno è molto ampio con una bella doccia ed acqua calda a volontà, aria condizionata (indispensabile) e grazioso patio esterno.
La pulizia giornaliera è compresa, mentre la colazione è a parte, ma ne vale davvero la pena!

Scorcio sulla zona giorno
Detto questo ciò che fa la differenza è la disponibilità dei proprietari: Aldo, Yleen e la loro figlia Stefania. Ci hanno fatto  
sempre sentire a casa facendosi in quattro per noi e  permettendoci di trascorrere delle giornate indimenticabili sull'isola.
Per prenotare basta inviare una mail al loro sito.
Verrete ricontattati e potrete accordarvi al meglio per organizzare la vostra vacanza. Oltre all'affitto del bungalow possono anche organizzare per voi piacevoli escursioni,procurarvi le biciclette con cui muoversi attorno all'isola, noleggiare un transfer privato e persino organizzare il vostro matrimonio ad Anse Source d'Argéant!

Con questo concludo la  2° parte...se volete scoprire di più sull'isola vi aspetto tra una settimana!

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