mercoledì 2 luglio 2014

Quando il marito è in vacanza...

Senza nulla togliere al famosissimo film di Billy Wilder del 1955 in cui una splendida Marilyn Monroe ammiccava ai posteri con il famosissimo abito bianco, io mi ritrovo oggi, nel luglio 2014, con un marito in vacanza.

Partito!

5 giorni alla volta di Londra, là dove il tennis si fa leggenda, al "The All England Lawn Tennis Club", leggasi Wimbledon, il più prestigioso torneo al mondo di tennis su erba. 

Diciamocelo, un po' rosico, a me che il tennis piace da morire, ed ancora di più piace il re svizzero, lo splendido Roger, che sull'erba regala arte pura con una racchetta in mano...insomma, ci sarei andata volentieri a Londra col marito!
E ci ha provato fino alla fine, il coniuge, a convincermi...
Fino alla sera prima di partire, attrezzato di borsone e tenda ad igloo..perchè sì, bisogna pur dirlo, per entrare a Wimbledon se non hai un biglietto devi fare la fila.
E ti serve una tenda.
Il biglietto qui non si fa su "Ticketone".
No.
Questo è un torneo organizzato da un club privato.
I soci dettano le regole.
E la regola dice che una parte di biglietti vengono sorteggiati (sorteggiatì, sì!) con una lotteria (!), che si chiama ballot.
Per partecipare al ballot bisogna inviare una cartolina di iscrizione a novembre-dicembre.
A febbraio-marzo ci sono le estrazioni.
Se vieni estratto puoi comprare il biglietto.
Se non vieni estratto e vuoi vedere una partita devi fare la fila. 
E per fare la fila ti devi accampare.
Il giorno prima.
O due giorni prima.
In tenda.
Col clima londinese.
In un campo da golf.
Senza farti la doccia.

E qui scatta il mio rifiuto.

Disposta a tutto, ma senza doccia sbarello...

Ho fatto la fila a Wimbledon nel 2012.
Ma mi sono messa in coda alle 5.30 del mattino.
Sono entrata ai campi alle 12 e alla sera alle 20 ero in hotel sotto il getto caldo della doccia.
Questo posso farlo.
Per vedere Roger lo posso fare.
Oppure posso prendere un aereo e volare a Roma per vederlo agli internazionali al Foro Italico.
A Roma.
A maggio.
Con un clima più umano.
E un pernottamento in hotel.
Con la doccia.

A Wimbledon no.
Questa volta ho passato.
E il marito è partito.
 
Il marito è in vacanza.
5 giorni. 
In fondo non è poi così male.
Sono solo 5 giorni.
Sono in ferie.
Mi alzo quando voglio.
Mangio quando voglio.
Spengo la luce quando voglio.
Sfogo i miei attacchi di creatività.
Sfogo il mio disordine innato .
Coltivo girasoli.
Osservo le api operaie.
Faccio discorsi filosofici con il cane.
Mi faccio viziare da mamma e papà.

In fondo non è poi così male.
Sono solo cinque giorni.

Non è così male, ma non vedo l'ora che arrivi giovedì e che questa metà di letto vuoto ritorni ad essere occupata.

Tutto questo per una doccia...
Dannati londinesi!



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