domenica 14 giugno 2015

1 pin al mese: Giugno. Tovagliette americane

Ciao a tutte!
Oggi vi mostro uno degli ultimi lavori che realizzato per i prossimi mercatini.

Si tratta di due set di tovagliette da colazione realizzate con la tecnica dell'apliquè utilizzando i tessuti di Radici Fabbrica.





Per prima cosa ho realizzato le tovagliette, poi mi sono dedicata alle applicazioni che ho cucito a macchina con un punto semplice.





E' la prima volta che mi cimento con questa tecnica e, anche se c'è ancora molto da migliorare, mi ritengo abbastanza soddisfatta.

Ogni tovaglietta ha il proprio tovagliolo (che manca in foto) abbinato.

Con questo progetto partecipo a un pin al mese di Craftime .
Questo il pin a cui mi sono ispirata.


Per oggi è tutto!
A presto!!

lunedì 8 giugno 2015

La mia !ncredible India!



Sometimes dreams become true...

Ed io un sogno l'ho avverato!

Sognavo l'India sin da bambina, il Taji Mahal, una lacrima di marmo poggiata sulla guancia del tempo (Tagorè)-,quel bel palazzo bianco, il simbolo tangibile dell'amore di Shah Jahan per la sua Mumtaz Mahal...lo sognavo così tanto, ma pensavo che non l'avrei mai visto davvero!



Poi crescendo ho iniziato a viaggiare, la mia curiosità per il mondo ha preso il sopravvento e sono diventata una ragazza con la valigia sempre pronta...

Ci sono voluti dieci anni di matrimonio, diversi viaggi intercontinentali e innumerevoli suppliche e promesse, ma alla fine, dopo un'iniziale - e legittima- titubanza il marito ha detto sì....



Un paio di mesi di intensa preparazione e il 28 marzo siamo partiti...4 amici, un bel bagaglio di aspettative e timori, il visto sui passaporti e un itinerario dettagliatissimo concordato con un'agenzia indiana.

1700 Km tra il Rajasthan e l'Uttarpradesh passando per Mandawa, Jodphur, Udaipur, Pushkar, Jaipur, Agra e Delhi...con una serie lunghissima di tappe intermedie...

La Lonely Planet negli zaini, la macchina fotografica a tracolla e due diari di viaggio pronti ad accogliere le nostre impressioni.
Ciò che non sapevo è che l'India mi avrebbe travolto con i suoi colori e i suoi profumi, con il sorriso dei bambini, il suono delle campane e la fantasmagoria dei sari colorati.

E' stata un'esperienza bellissima, molto toccante e significativa; prima di partire avevo raccolto opinioni discordanti su questo paese, molte delle quali fortemente negative...sono tornata decisamente entusiasta.
Di certo ho capito che non è un viaggio che va fatto a cuor leggero... le esperienze precedenti in Africa e nel sud est asiatico ci hanno aiutato però a comprendere meglio e ad affrontare con lo spirito adatto le profonde contraddizioni insite in questa civiltà.
Clock Tower Market a Jodhpur

Torniamo a casa soddisfatti, con tante emozioni nel cuore e, da parte mia, una gran voglia di tornare laggiù, per scoprire un altro pezzettino di India attraverso i sorrisi e gli sguardi della gente.

Tutto questo è stato possibile anche grazie ai miei speciali compagni di viaggio: il mio pazientissimo marito, che sognava una vacanza rilassante, l'instancabile Davide, che per una volta ha lasciato a casa la canna da pesca, e la dolcissima Monica, che si è rivelata una splendida compagna di viaggio!

Raccontare il nostro viaggio è molto difficile, avevamo pochi giorni a disposizione, un itinerario serrato e tantissime cose da vedere segnate sul programma. Ad oggi molti ricordi si sovrappongono, affollando la mia mente di colori, facce, profumi e odori...
L'abbiamo visto di corsa questo scampolo d'India, ma, nonostante il tempo a nostra disposizione fosse davvero poco, non volevo rimandare...non ora, non un'altra volta.
Ci siamo buttati a capofitto nell'avventura, con tanta voglia di scoprire, di stare tra la gente, di confrontarci con questo mondo così diverso dal nostro.

Ma andiamo con ordine..o almeno proviamoci!

Parte 1. Organizzare il viaggio...
Ci siamo mossi con un po' di anticipo, abbiamo prenotato i voli a gennaio con Air India, tratta da Milano Malpensa con scalo tecnico a Fiumicino. Un mese prima delle partenza siamo stati informati che il nostro volo di ritorno era stato cancellato ed anticipato di un giorno...questo avrebbe pregiudicato il nostro itinerario (peraltro già pianificato e con gli hotel prenotati!)...così abbiamo contattato il call center italiano che ci ha cambiato il rientro con un volo su Francoforte e rientro a Milano con Lufthansa. Voto al call center 10.


Il visto d'ingresso va richiesto al consolato con largo anticipo (6 settimane prima e state tranquilli). E' possibile consegnarlo di persona a Milano, bisogna prima però compilare un modulo online, allegare una foto tessera che va scannerizzata e inviata insieme al modulo.
In seguito lo stesso modulo va stampato e consegnato in ambasciata insieme alla fototessera e al passaporto. Costo 70 €.
Esistono agenzie che si occupano di ritirare a casa vostra  i documenti, consegnarli in ambasciata e rispedirveli a casa. Noi ne abbiamo usufruito, è stato un servizio molto comodo che ci ha evitato due "trasferte" a Milano. Costo totale 40€.

Circa un mese prima di partire facciamo il vaccino per l'epatite A e l'antitifica. Niente profilassi antimalarica per noi: le zone che visiteremo non sono a rischio e non è stagione di zanzare.

Prenotare gli hotel e pianificare l'itinerario.
Per prima cosa abbiamo letto un sacco di racconti di viaggio e ci siamo procurati diverse guide (l'intramontabile Lonely e l'ottima Rough Guide).
Sapevamo fin dall'inizio di voler un tour individuale, niente grossi gruppi e niente autobus, ma un autista a nostra disposizione per visitare tutto ciò  di nostro interesse e fare tappa tutte le volte che volevamo.
Dopo aver letto numerosi racconti online abbiamo optato per l'agenzia Popular India Vacations del Sig. Karni che, ad un prezzo davvero competitivo, ci ha preparato un itinerario su misura, lavorando con pazienza ed assecondando ogni nostra richiesta.
Per stare tranquilli, ed anche per viziarci un po', scegliamo di alloggiare negli hotel 5 stelle, scelta questa che si rivelerà azzeccata...hotel bellissimi, da veri marajaha...e quando ci ricapita?
Col senno di poi posso affermare che il lavoro dell'agenzia è stato davvero ben fatto, tutto è filato liscio e l'itinerario si è rivelato ragionevole e non eccessivamente faticoso.
Dal nostro punto di vista la vera differenza è stata fatta dal driver, Mr Shankaar, un uomo molto serio e intelligente, che ci ha letteralmente scortato per tutta la vacanza, facendoci sempre sentire al sicuro ed allietando i lunghi trasferimenti con racconti sull'India, la sua cultura, la storia e la religione. Un uomo buono e saggio, di grande cultura a cui va tutta la nostra stima e riconoscenza.
Voto all'agenzia Popular India Vacations: 10

La valigia.
Ad aprile fa caldo, quindi abiti leggeri e comodi, tessuti naturali e traspiranti. Meglio avere la gambe coperte e un foulard per coprirsi capo e spalle (x le donne). Felpe o maglioni di cotone per i ristoranti con aria condizionata, un paio di cambi eleganti per le sere più "formali"...per il resto siamo sempre andati a cena in tenuta casual! Noi abbiamo sempre indossato scarpe chiuse.
Portate una buona scorta di medicinali...a noi non è servito molto, ma da quanto abbiamo potuto vedere è meglio avere con sè qualsiasi cosa!
Un repellente per gli insetti può essere utile per le cene all'aperto, sia a Puskhar che a Udaipur c'erano un po' di zanzare.
Le salviettine umidificate sono utilissime durante il giorno così come un flacone grande di Amuchina.
Se alloggiate in alberghi di livello medio portate un sacco-lenzuolo e un telo per la doccia (a noi non sono serviti).

Il viaggio
Aereomobili Air India nuovissimi, poltrone confortevoli, intrattenimento a bordo molto vario (schermo lcd ad ogni sedile), buona la qualità dei pasti.
Voli in perfetto orario sia all'andata che al ritorno.
Durata del volo diretto; 8h30min da Roma.

L'aeroporto di New Delhi è un gioiellino, le operazioni di ingresso sono state velocissime.

Il primo impatto.
Donne lungo la strada per Mandawa
All'uscita dall'Indira Gandhi, ci accoglie Mr Shankaar. Il clima è mite, ventoso e per nulla umido. Secondo quanto letto dai racconti dei viaggiatori ci aspettavamo una calca enorme, il primo impatto con l'India.
Sarà perchè è domenica, ma Delhi ci appare come una qualsiasi metropoli del sudest asiatico, poco traffico e tanta gente che cammina accanto alla strada.
Man mano che ci allontaniamo dalla città emerge invece la dimensione rurale dell'India, un'interminabile fila di baracche in cui si accalcano uomini e animali, donne con le ceste sul capo, bambini che improvvisano un gioco e mezzi di trasporto alquanto inusuali.


Il viaggio è lungo, siamo diretti a Mandawa, piccola città nel nord del Rajasthan, a circa sei ore di viaggio dalla capitale.
Siamo stanchi per il viaggio, ma il traffico indiano ci tiene svegli.

Viaggiare in India (ovvero: come sopravvivere sulle strade indiane)
Il codice della strada indiano ha due regole fondamentali.
Regola numero 1.
Non esistono regole.
Regola numero 2.
Nel dubbio suona il clacson.
Sono bastate poche ore di viaggio per capire che qui non esistono regole.

Si può utilizzare qualsiasi mezzo di trasporto, ovunque, anche in autostrada.
Mezzo incidentato lungo la strada
Abbiamo incontrato biciclette, motorini, moto, apecar, automobili, autobus, furgoni, camion, carretti trainati da buoi, carretti trainati da asini, carretti trainati da cavalli e anche carretti trainati da cammelli. Non possono mancare i trattori.

Non vale la regola del senso di marcia.
E' possibile incontrare mezzi contromano ovunque, anche in autostrada, questo perchè ci sono immissioni ovunque e la gente fa inversione dove gli pare.

Allo stesso modo la strada può essere attraversata da qualsiasi cosa: uomini, mezzi di trasporto, cani, cinghiali, pecore, cammelli, scimmie e le immancabili mucche che sembrano prediligere il centro dell'autostrada come luogo di relax (da qui le celebri mucche spartitraffico!).

Il sorpasso è consentito sia a destra che a sinistra, basta suonare il clacson prima, durante e dopo il sorpasso..l'autista del mezzo sorpassato risponde a sua volta suonando. Ne risulta una cacofonia assordante a tutte le ore del giorno.
Vigile urbano nel soukh di Jodhpur
Ergo...le strade indiane sono caotiche, impossibile per uno straniero guidare...il driver sarà sempre la vostra salvezza!

Impegnare l'incrocio...e la rotonda.
Non esistono precedenze, passa prima il più veloce, o il più grosso. Sempre suonando.
Lo stesso vale per la rotonda. Se c'è traffico si può imboccare contromano.

Il passaggio a livello=Indian Tetris
Il passaggio a livello è l'unica occasione in cui il traffico si ferma.
Viene impegnato l'intero tratto di strada coinvolto, ovvero entrambe le corsie.
Camion.
Automobili.
Tuc tuc
Motorini.
Biciclette.
Uomini, donne e bambini.
Ogni centimetro libero viene occupato.
All'apertura delle sbarre le due muraglie di mezzi e persone si scontrano.
Un marasma infinito.

Più siamo meglio è.
Qui non esiste una capienza massima per gli occupanti dei mezzi di trasporto.
Il posto si trova sempre, per tutti, ovunque.
Anche sui tetti.
Abbiamo contato 11 persone su un tuc tuc su cui a malapena noi eravamo saliti in quattro.

Detto questo, va detto che è necessario prestare la massima attenzione sulle strade indiane, sia che si viaggi in auto sia che ci si muova a piedi in città.
Attraversare la strada è quasi impossibile,nessuno si ferma, bisogna semplicemente prendere coraggio e buttarsi...se non fosse stato per il nostro autista credo che non ce l'avremmo mai fatta!

Haveli a Mandawa.
Mandawa
Ma torniamo al nostro viaggio...arriviamo a Mandawa nel tardo pomeriggio, stanchi, ma pieni di curiosità.
Si tratta di una cittadina immersa nella campagna, poco turistica e abbastanza al di fuori dei circuiti tradizionali.
Si respira un clima tranquillo, ci sono poche automobili in giro e le strade sono quasi deserte.

Ci affidiamo ad una guida locale, un ragazzo molto giovane che per poche rupie ci accompagna nella visita della cittadina.


Interno di una haveli.
Bellissime le haveli, antichi caravanserragli oggi restaurate e visitabili dai turisti. Spesso hanno facciate affrescate e sui cortili interni si affacciano stanze finemente decorate.

Giovani partecipanti ad un corteo nuziale.
Durante la visita alla città ci imbattiamo in un corteo nuziale, gli uomini accompagnano il promesso sposo, che precede il corteo in sella a un cavallo, verso la casa della sposa,
Tutti ballano come forsennati e in un attimo siamo circondati da questi intrepidi ballerini...superiamo un istante di panico e iniziamo a scattare fotografie!
Alloggiamo a qualche kilometro dal centro, presso l'hotel Vivaana, un'antica haveli sapientemente restaurata, una sistemazione lussuosa e decisamente confortevole. Consigliatissimo. Purtroppo ripartiamo di prima mattina, il nostro rammarico è di non aver potuto visitare Mandawa con più calma e di non averne potuto vivere appieno l'aria tranquilla e autentica.

hotel Vivaana a Mandawa


Da Mandawa a Jodhpur.
Il viaggio da Mandawa a Jodhpur è abbstanza lungo e faticoso.
In mattinata ci fermiamo presso un tempio di Anuman, il dio Scimmia, dove si celebra una festa tradizionale.
Bancarelle in prossimità del tempio di Anuman

Ci troviamo immersi nell'atmosfera di festa e all'interno del tempio assistiamo ad un rito in cui fedeli consegnano delle offerte al dio.
Lungo la strada incontriamo numerosi gruppi di pellegrini in viaggio verso il tempio. Tutti portano delle bandiere simili a degli stendardi, quando ci vedono sorridono e si fanno fotografare volentieri.
Ci imbattiamo anche in un matrimonio. Ci fermiamo per scattare alcune fotografie e in un attimo diventiamo da fotografi a fotografati. Ci mettiamo in posa con un gruppo di invitati e infine anche con gli sposi che sembrano felicissimi di averci incontrati.
Presto scopriremo che gli indiani amano farsi fotografare con noi, forse anche per via del mio taglio di capelli insolito.

Jodhpur
Raggiungiamo Jodhpur alle 16.00.
Facciamo check-in in hotel e dopo un bel bagno in piscina usciamo per andare in centro.
Il nostro autista ci accompagna al souk e poi alla Clock Tower.




Ci fermiamo nella piazza ad ascoltare alcuni gruppi che suonano musica locale e ne approfittiamo per scattare foto e osservare la gente.
Andiamo a cena in un ristorante in centro. Per me riso Biryani, buonissimo!

Jodhpur
Partiamo alle 9 per il cenotafio di Jaswant Thada, un luogo incantevole, poco affollato da cui si gode di una splendida vista sul forte.



Successivamente visitiamo il Mehrangarh Fort, davvero bello e ben conservato.




Il percorso all'interno del palazzo è molto suggestivo ed offre anche l'occasione di scattare delle splendide foto alla città blu.







Usciti dal forte chiediamo a Mr Shankar di accompagnarci in città: vogliamo vedere le famose case blu.







Passeggiamo lungo delle viuzze molto caratteristiche con le case intonacate di turchese, camion e motorini che sfrecciano e le mucche che passeggiano incuranti in mezzo alla strada.



Incontriamo anche molti bambini che tornano a casa dopo la scuola. Molti ci chiedono una fotografia e noi rimaniamo incantati di fronte ai loro splendidi sorrisi.



Ci fermiamo a chiacchierare con alcuni di loro, è un momento molto bello, non ci sono altri turisti in giro, ma solo gente che vive la propria vita: l'India che volevamo incontrare.
Un altro giro al souk prima di cena.
Un consiglio. Se volete acquistare souvenir, spezie o altro approfittatene. Non troverete altrove un souk di questo genere e soprattutto una così vasta scelta di merce, soprattutto per quanto riguarda le spezie.
Ceniamo al ristorante On The Rocks, un ristorante all'aperto molto carino, dove è possibile trascorrere una piacevole serata e fermarsi anche a ballare.
Noi preferiamo rientrare in hotel, domani saremo in viaggio per Udaipur.

(...continua...)